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I 10 Comandamenti

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Festa del lavoro, festa del cazzo!

Festa del lavoro

In Italia, siamo abituati a prenderci per il culo da soli. Sembra che questo, sia lo sport nazionale, prima del calcio. Non ho la più pallida idea, di cosa si possa festeggiare oggi, con i numeri luttuosi che caratterizzano questo mondo del lavoro.

“The Show Must Go On”. Lo spettacolo deve continuare comunque, anche se i quasi 5.ooo suicidi per lavoro e debiti da lavoro, i cui corpi sono ancora caldi, e sono lì che meritano vendetta. E giustizia.

“La festa del lavoro, festa del cazzo”, deve essere quest’anno, la presa di coscienza di quello che ci hanno fatto diventare. Con due canzoncine e due balletti, previo sballo o ubriacatura, i problemi del lavoro non si risolvono.

La disoccupazione è al 13,7%, la più alta degli ultimi decenni. Questa è la percentuale ufficiale. Quella reale è del doppio. Tra un mese circa, scadranno i contratti di lavoro, e gli ammortizzatori sociali di milioni di lavoratori. La disoccupazione giovanile è al 43%. La disoccupazione femminile, sfiora la soglia del 50%. In Sicilia la supera. Milioni di ragazzi stanno a casa. Non studiano, non lavorano e non si formano. Migliaia di 50enni, stanno a casa e non cercano più il lavoro. Hanno famiglia e figli in età scolastica.

Un milione di Neri, provenienti dall’Africa, stanno per arrivare qui, per prendere il posto di lavoro degli operai occidentali, così come vuole la troika, per sottopagarli, e per ridurre il potere contrattuale dei lavoratori occidentali.

Allora, grandi teste di cazzo. Cercate di capire una volta per tutte, che questa è una guerra. Con due balletti e una canzone da sballo, rimarrete i rincoglioniti di sempre. Fatelo, se volete, ma cogliete l’occasione per far capire che l’aria è amara!

Ha preso 2 a scuola. Perché?

scuola per tutti

A scuola si studia, ma non tutti possono farlo

Non sarebbe il caso, considerato il momento storico, di riprendere il percorso delle “scuole di arte e mestiere”, dove ti insegnavano a tenere in mano un martello, un’ascia, o una chiave inglese? Occhio, non sono armi nucleari. Sono attrezzi, che servono agli artigiani, che svolgono un ruolo sociale non indifferente, e certamente più utile di quello svolto dai politci, a svolgere il proprio lavoro. Magari, visto che ci siamo, riapriamo anche le case di tolleranza…. Ooopss!

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